ASSOCIAZIONE CULTURALE AUGUSTO DEL NOCE

 L’Associazione Augusto Del Noce di Torino, è nata nel 1990 su iniziativa di alcuni amici allievi del filosofo. Del Noce fu, a sua volta, allievo di C. Mazzantini dagli anni dal 1932 in poi. E fino alla morte di Mazzantini, ne fu uno dei più attenti estimatori. Dino Aquilano, Enzo Randone, Aldo Rizza, Teresa Giovenale, Margherita Randone, Giovanni Rizza, Francesca Rizza e Chiaralisa Randone compaiono come i fondatori dell’Associazione. Nel 1992 l’Associazione celebrò un grande convegno nazionale dal titolo Augusto Del Noce e il problema della modernità. Vi parteciparono studiosi come V. Mathieu, N. Bobbio, R. Buttiglione, D. Settembrini, T. Molnar, F. Mercadante, G, Riconda, S. Givone, M. Veneziani, V. Possenti, Aldo Rizza e C. Valsania Codegone, F. Botturi. Gli atti di quell’evento sono stati pubblicati nel 1995 dall’editrice Studium di Roma.

Del Noce fu sempre affezionato a Torino e sempre vide nella cultura di questa città l’anticipazione di temi e di soluzioni che, infine, si sono poi affermati nell’Italia intera. Da Torino, del resto, si è poi sviluppato quel movimento che determinò infine il Risorgimento d’Italia. Era giusto, quindi, che nell’Italia, chiamata ad un nuovo sorgimento, fosse presente nel panorama culturale della città un’associazione dedicata a Del Noce.

Attualmente il Presidente dell’Associazione è il prof. Aldo Rizza

N.B. Sono disponibili gli atti del convegno su autorità e potere.

Notizie dal mondo e dall'Italia

Segnaliamo due incontri torinesi: presso il Centro Studi San Carlo in Via Monte di Pietà 1, alle ore 21 del 1° Marzo 2010, discuteranno alla presenza dell'autore, del libro del presidente della nostra Associazione Augusto Del Noce di Torino, prof. Aldo Rizza, Il Risorgimento e il problema del fascismo, edito dalla Marco Valerio, i Consiglieri regionali Giampiero Leo e Gianluca Vignale.
Sempre sullo stesso tema - il 12 Marzo alle ore 18,30 - si incontreranno presso il Centro Pannunzio, il prof. Quaglieni e il Consigliere Regionale Giampiero Leo.
 

Speriamo di fare cosa gradita ai nostri lettori pubblicando alcuni scritti del P. Ceslao Pera sulle esperienze religiose nell'Ebraismo, nel Buddismo, nel Protestantesimo e nell'Islam. Di Aldo Rizza, invece l'articolo sull'esperienza religiosa nell'Induismo.
Pubblichiamo anche uno scritto di Augusto Del Noce scritto subito dopo la visita di Giovanni Paolo II a Torino.
Non poteva mancare il nostro giudizio sulle vicende politiche privilegiando la politica interna degli Stati Uniti e i rapporti cino-americani. Ovviamente non poteva mancare un presa di posizione sulle prossime elezioni regionali. Il sondaggio riguarda la questione dell'UDC e della sua problematica posizione attuale.
Si annuncia anche la pubblicazione del nuovo volume di Aldo Rizza: Alla ricerca dell'inconscio, edito da Marco Valerio

 
Il Presidente Obama si trova in difficoltà gravi. Alla fine del 2010 si svolgeranno le elezioni di medio termine che rappresentano un test impegnativo per l'amministrazione. ma già da oggi le cose volgono al peggio per la Casa Bianca. Infatti nelle elezioni suppletive per l'assegnazione del seggio rimasto vacante dopo la morte di Ted Kennedy, il partito repubblicano ha messo a segno un successo significativo. Perdendo così la maggioranza assoluta democratica nel Senato federale (due seggi per ogni stato dell'Unione), l'opposizione può, a norma di regolamento, praticare l'ostruzionismo nell'iter per l'approvazione della legge sanitaria federale. Si tratta di un provvedimento sul quale si è imperniata una notevole parte della campagna elettorale del Presidente. Un'altra serie di provvedimenti che il presidente ha promesso, riguardano il sistema bancario. Obama si è ulteriormente impegnato il 22 Gennaio 2010 a portare in porto una legge che consenta di tenere distinte e separate le Banche "economiche" da quelle puramente "finanziarie". In una parola, per porre un argine alla speculazione che ha determinato - partendo proprio dagli Stati Uniti - la crisi finanziaria (e poi economica) mondiale. Milioni di cittadini attendono questo provvedimento non soltanto per giustizia, ma anche per porre un argine allo strapotere delle Banche che alla fin fine - nonostante la disinvoltura con la quale hanno precipitato il mondo in una delle crisi più gravi della storia contemporanea (la prima fu alla fine dell'800 e l'altra nel 1929) - non soltanto non hanno pagato, ma sono uscite più grandi e potenti; e soprattutto continuano ad operare come se nulla fosse accaduto ripetendo lo stesso atteggiamento che ha condotto al disastro. Più che la questione afgana sono questi i due campi di battaglia nei quale il presidente Obama deve riuscire a vincere prima delle elezioni di Ottobre. Ma già la Borsa di New York ha mandato, subito dopo il discorso del 22 Gennaio, un inequivocabile segnale di non gradimento. Non sarà facile. Infatti con la riforma sanitaria egli ha aperto un contenzioso con le grandi compagnie di Assicurazione ed ora muove guerra alle banche. Banche ed Assicurazioni: due avversari forse troppo potenti.
 
Quando nel 1972, Kissinger volò a Pechino e con Chu En-Lai stabilì le basi per il clamoroso riavvicinamento tra le repubblica Popolare Cinese e gli Stati Uniti di Nixon (riavvicinamento contestuale al disimpegno dalla guerra del Viet Nam e all'abbandono del Viet nam del sud nel 1975), avvenne un mutamento essenziale della tradizionale politica statunitense in Asia. Basata fino ad allora sul duro confronto contro i "comunisti" (in Corea nel 1950, dal 1962 in Viet Nam, dal 1949 appoggio incondizionato al regime nazionalista cinese di Formosa, considerato unico rappresentante della Cina), l'atteggiamento americano mutò radicalmente contribuendo ad allentare la tensione in Asia e ad isolare l'Unione Sovietica. La Cina "comunista" di Mao sostituì quella nazionalista nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU; gli Stati Uniti abbandonarono al loro destino i sud-vietnamiti ed intavolarono trattative con la Corea del Nord. Dietro questa svolta riappariva in primo piano quell'opzione asiatica che, alla fine del secolo XIX - quando con la guerra contro la Spagna gli USA si impadronirono delle Filippine e contestualmente procedettero all'annessione delle Hawaii - caratterizzò la politica di Washington. Mentre i democratici avevano ritenuto come preminente l'impegno in Europa (nella stessa decisione di Wilson di entrare in guerra nel 1917 e in quella di F. D. Roosevelt di porre come primaria la guerra in Europa nel corso della seconda guerra mondiale) Kissinger optò invece sulla distinzione tra gli interessi cinesi e quelli sovietici e non ragionò più alla luce dell'assunto ideologico che aveva portato Washington a ritenere di dover combattere l'Unione Sovietica contenendo il comunismo asiatico. la scelta dell'attuale amministrazione democratica rappresenta dunque una novità nella linea di politica estera americana. Si punta di nuovo in Asia e soprattutto sulla Cina. Cina non vista come un gigante comunista, ma come un gigante risvegliato, un impero che si rifonda su una tradizione millenaria e di cui il comunismo non sarebbe altro che una facciata.
 
L'opzione asiatica nella politica estera di Washington parte da alcune constatazioni. 1) mentre l'Europa - divisa e semplicemente assente sulla scena mondiale ed in ristagno economico - e gli Stati Uniti versano in una grave recessione, la Cina chiuderà l'anno con una crescita che si presume toccherà il 7%; 2) l'emoraggia di risorse industriali e commerciali verso la Cina è destinata ad aumentare (il che significa erosione della ricchezza in Europa e negli USA dove la disoccupazione tocca livelli straordinariamente preoccupanti); 3) Un accordo con la Cina diviene essenziale; 4) il gigante americano ha perduto la supremazia finanziaria ed economica, ma non quella militare; 5) la Cina è diventata un gigante finanziario ed economico ed avanza anche sul piano degli armamenti; 6) gli Stati Uniti devono dunque trattare con Pechino e per farlo da posizioni di forza hanno ancora a disposizione il dispositivo militare più potente del mondo ed il controllo (costoso, ma indispensabile) del petrolio (di qui la loro presenza in Arabia Saudita, Golfo Persico, Iraq, Afganistan, Aden, Taiwan, Filippine, Corea del Sud, Giappone; non soltanto, quindi, i luoghi con i maggiori giacimenti, ma anche quelle di passaggio del traffico mondiale energetico); 7) trattare vuol dire anche premere sull'interlocutore: da un lato, infatti, gli Stati Uniti con la Clinton e lo stesso Obama in visita a Pechino, hanno attenuato ogni polemica nei confronti del loro interlocutore (anche sulla questione del Tibet), dall'altro oggi premono sulla questione di Google e del diritto all'informazione (che vuol anche dire estensione della pubblicità); 8) Anche la Cina vuole trattare e mentre si impossessa delle risorse dell'Africa - soppiantando francesi ed americani - da un altro lato cerca di frenare la crescita e di aumentare i consumi interni per accumulare credito nell'attuale crisi mondiale. 
 
Nel mese di Marzo si terranno le elezioni regionali. In Piemonte sono candidati presidente: Cota della Lega Nord (lo sfidante) e la Bresso (presidente in carica che dai suoi stessi amici è detta "la zarina" o "l'autocrate" per sottolineare il piglio decisionista che la contraddistingue). Nota per le sue origini  radicali e per aver affermato di essere non-credente, ma che - se costretta - dovendo andare al super-mercato delle religioni, sceglierebbe di farsi valdese e non certo cattolica, è stata subito scelta dall'UDC locale e nazionale come candidata. E' vero che l'UDC ritiene più pericolosa la Lega Nord, ma mentre a Milano mantiene l'alleanza con Formigoni e la stessa Lega, a Torino sceglie la candidata del centro-sinistra. Nella coalizione pro-Bresso vi sono dunque L'Italia dei valori, il PD, l'UDC e, nel listino del presidente anche esponenti dell'estrema sinistra. Moltissimi gli uomini della cultura cattolica che hanno obiettato a questa scelta di Casini e del suo rappresentante locale; moltissimi coloro che hanno stigmatizzato l'operazione di vertice asserendo che essa risponde a logiche di potere e di potere dello stesso Vietti. Più semplicemente quella che viene chiamata la "politica dei due forni" non ha alcuna consistenza e manifesta una forte perdita di orientamento. I maligni la chiamano perdita del centro! Non fa mistero che l'ex candidato sindaco per la casa della Libertà, Rocco Buttiglione, non sia affatto d'accordo con la scelta di Vietti e Casini (non riuscendo a capire perché a Roma si dice no alla Bonino e a Torino sì alla Bresso); e certamente il malumore all'interno dell'UDC torinese e piemontese è destinato a lasciare strascichi importanti anche a livello nazionale.
 
Si dirà: ma voi come la pensate? Chi votare per le prossime elezioni regionali in Piemonte? Risponderemo francamente. L'appoggio dell'UDC alla Bresso "presidente" impedisce un voto a quel partito, analogamente a ciò che molti dirigenti ed elettori hanno già dichiarato; non si può facilmente distinguere la Bresso dalla Bonino. Ricordiamo le prese di posizione anti-cattolica della Presidente regionale in carica. ma anche dal punto di vista politico la gestione della Regione Piemonte si è contraddistinta per un verticismo rigido ed esclusivo. Si comprende come l'aspirazione del PD (ex DS) ad un'egemonia culturale sia sopravvissuta al miserabile crollo del comunismo. D'altra parte il voto alla Lega Nord comporta non poche difficoltà da parte di chi intende ispirarsi all'insegnamento di Augusto Del Noce. la categoria di Risorgimento come egli l'aveva formulata, non solo esclude una critica negativa e distruttiva del nostro Risorgimento nazionale, ma esige la premessa dell'unità nazionale italiana al discorso politico dei cattolici.
La Chiesa, inoltre - e ricordiamo qui le parole di Giovanni Paolo II in omaggio al ruolo di Torino nel nostro Risorgimento - si è contraddistinta nella difesa dell'unità nazionale italiana. la questione è dunque seria. Non credo che nelle aspirazioni della Lega Nordo non vi sia la speranza di giungere ad una divisione del nostro Paese, facendo leva sulle indubbie manchevolezze delo Stato unitario. Alcuni, infatti sostengono che il "secessionismo" sia soltanto un espediente propagandistico. Nel dna della Lega Nord c'è il secessionismo. Può essere curata questa malattia genetica? Noi riteniamo di sì. Anche se, infatti, Cota vincesse ma il PDL fosse di molte lunghezze il maggiore partito politico della regione, sarebbe possibile un discorso serio di politica regionale non sganciato dalla solidarietà nazionale. Certo da parte nostra, nel PDL la preferenza va ai candidati cattolici e soprattutto al loro maggiore rappresentante: Giampiero Leo. Da anni prestato alla vita politica, non ha mai dimenticato o trascurato il rapporto con la realtà viva della Chiesa e della cultura, dando ottima prova di sè come amministratore in qualità di Assessore alla Cultura. Gli si deve, tra l'altro, la legge sul buono scuola. La legge sul buono scuola risponde all'esigenza educativa che ispira e muove la scuola cattolica e questo non va dimenticato in tempi nei quali la sfida educativa sta al primo posto delle preoccupazioni della Chiesa. Un altro candidato del PDL, per la sua formazione politica e per la sua preparazione giuridica spicca in modo interessante: Gianluca Vignale.
 
Viene presentato in questi giorni il nuovo libro di Aldo Rizza edito dalla Marco Valerio: Alla ricerca dell'inconscio. Presentato dal prof. Ezio Risatti nella facoltà di Psicologia della Comunicazione del Rebaudengo di Torino (dove il prof. Rizza insegna Antropologia Filosofica) e successivamente dai professori Ermis Segatti (facoltà Teologica di Torino) e Giovanni Calligari (facoltà di Psicologia dell'Università statale di Torino), il libro cerca di rintracciare la paternità del concetto di inconscio nella metafisica e nella teologia. Non si tratta ovviamente di una riduzione della psicologia a filosofia, bensì del tentativo di allargare il discorso sull'inconscio negandone la paternità esclusiva a Freud.
 
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Nella rubrica “Convegni” compaiono notizie, relazioni ed atti di convegni nei quali l’associazione A. Del Noce è stata in vario modo impegnata o interessata.

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